APPROFONDIMENTI

Esplora l’affascinante mondo dei profumi di nicchia grazie ai nostri originali approfondimenti sul tema. Un percorso fatto di storie e aneddoti con i quali immergersi alla scoperta delle origini dell’arte profumiera.

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Quando scadono i profumi

Come ogni prodotto di bellezza che si rispetti, anche i migliori profumi di nicchia hanno una scadenza. Benché la vita di ciascun fragranza sia già davvero lunga, ancor più se realizzata con materie prime di qualità, superati i 36 mesi dalla prima nebulizzazione la naturale composizione degli oli essenziali potrebbe mutare. Soprattutto se non conservati adeguatamente.

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Piramide olfattiva
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La piramide olfattiva

Quando veniamo a contatto con un profumo, i sensi si attivano attraverso un gesto naturale, il respiro. Ognuno di noi ha un modo diverso di percepire le fragranze con il respiro, ma grazie alla loro composizione riusciamo a conoscerle e avvertirle in maniera oggettiva. Questo perché ogni profumazione è composta da una piramide olfattiva. Ma cos’è? E perché è così importante?

COS’È LA PIRAMIDE OLFATTIVA

La piramide olfattiva è la classificazione delle note olfattive che compongono un profumo. Questo termine fu utilizzato per la prima volta da Aimé Guerlain, che nel 1889 utilizzò proprio una piramide per descrivere una delle sue creazioni, Jicky.

Il concetto di piramide olfattiva può essere comparato a quello della scala musicale. Ogni fragranza viene classificata in base al grado di volatilità e persistenza delle note che la compongono.

Le note profumate, in base a come vengono miscelate tra loro, compongono il profumo, che è percepito in maniera diversa in base al momento di applicazione sulla pelle.

Jicky di Guerlain

COME SI LEGGE LA PIRAMIDE OLFATTIVA

La piramide olfattiva si legge dall’alto verso il basso e indica le molteplici sfaccettature di una stessa fragranza. Man mano che un profumo evapora mostra nuove sfumature, ci accompagna con una nuova scia grazie alla classificazione olfattiva di ogni singola nota.

Ogni profumazione è composta dalle note di testa, in cima alla piramide, dalle note di cuore, nel mezzo, e dalle note di fondo, le più persistenti

Le note olfattive, quando vengono mischiate per creare il profumo, si trasformano in accordi. Ognuna di esse ci comunica una sfumatura differente di una stessa fragranza e con questa consapevolezza è più facile scegliere o indossare un profumo a seconda dell’occasione.

Famiglie olfattive con note di testa, note di cuore e note di fondo

Le note di testa

Le note di testa sono quelle che avvertiamo subito, nel momento esatto in cui le gocce di profumo sfiorano la nostra pelle. Sono quelle che percepiamo sin dall’inizio e per questo sono le più immediate.

Le note di testa compongono la parte più volatile del profumo, perché sfumano già qualche minuto dopo averlo indossato. Le più comuni famiglie olfattive presenti in cima alla piramide sono quelle agrumate e marine.

In Puro Neroli per esempio sono caratteristiche le note agrumate di Bergamotto e Limone, che esplodono immediate al primo impatto con la pelle. L’alta concentrazione di queste due materie prime nella formula dona alla fragranza una nota di testa molto corposa, che si manifesta a lungo prima di lasciare il passo alle note di cuore.

Le note di cuore

Le note di cuore sono quelle che iniziano ad essere percepibili dopo qualche minuto, e che avvertiamo subito dopo quelle di testa. Si tratta della parte più calda della composizione olfattiva di una fragranza, quella che spesso contraddistingue l’anima della fragranza che indossiamo.

Le note di cuore sono percepibili fino a quattro, sei o otto ore dopo la prima nebulizzazione. E la maggior parte delle volte sono composte da accordi olfattivi fioriti o fruttati.

In Osmarine la nota fiorita di Osmanto si manifesta per molte ore lungo tutto il corpo del profumo, trascinando con sé una voluta armonia olfattiva, iniziata già tra le note di testa.

Le note di fondo

Alla base di tutti i profumi di nicchia ci sono le note di fondo, le più durature e persistenti. Le note di fondo si possono avvertire sulla pelle superate le otto ore, ma anche il giorno dopo aver indossato il profumo (se il pH della pelle lo consente).

Le più profonde, poste alla base della piramide olfattiva, sono quelle speziate, legnose, orientali, gourmand o cuoiate. Le profumazioni dalla consistenza più leggera invece hanno tra le note finali accordi vanigliati, cipriati o muschiati.

In Caldo Legnoso trova esaltazione una delle note di fondo più importanti, il Sandalo. In questa armonia olfattiva il Sandalo partecipa a tutta la piramide olfattiva, prendendo spazio e corpo fin dal cuore del profumo. E esaltando, come sua peculiarità, il fondo di un profumo che anche al mattino seguente è chiaramente percettibile sulla pelle.

I TEMPI DEL PROFUMO

Conoscere la piramide olfattiva di una fragranza, la volatilità delle note di testa, cuore e fondo, ci insegna una cosa fondamentale: mai giudicare un’essenza alla prima impressione.

Premesso che ogni accordo può essere influenzato dal pH della nostra pelle, è importante dire che non ci si può fermare alle note di testa per capire un profumo. Sarebbe come bere un bicchiere di un ottimo vino rosso, magari d’annata, senza averlo prima fatto decantare.

Mai avere fretta nella valutazione di un profumo di nicchia. Come per la buona musica, spesso è necessario un secondo e anche un terzo ascolto per comprendere che quello che stiamo sentendo ci piace

Il profumo cambia con il passare del tempo, man mano che si apre. Ed è per questo che bisognerebbe sempre fare più di un tentativo prima di scegliere una fragranza. Senza giudicarla fugacemente, ma concedendole tutto il tempo necessario per permetterle di esprimersi nella sua totalità.

AD OGNI NOTA IL SUO RUOLO

Abbiamo spiegato come l’appartenenza di una nota olfattiva al “ruolo” di testa, cuore o fondo dipenda dal suo punto di volatilità a contatto con l’aria. Questo ci spiega molto bene il motivo per il quale le fragranze che hanno un carattere agrumato dominante, difficilmente avranno la stessa persistenza di una fragranza dal carattere legnoso o gourmand.

Non si potrà mai imporre ad un olio essenziale di Fiori d’Arancio di evaporare più lentamente, ovvero di comportarsi come una nota di fondo. Proprio perché è la natura a dettare le leggi e non i Profumieri.

Ed è proprio questa una delle sfide più grandi di chi crea il profumo. Quella per esempio di creare armonie basate su note di testa, accompagnate da note di cuore e fondo, senza che queste ultime divengano dominanti.

Note olfattive nella scuola di profumeria a Grasse

Chi si appresta alla scelta del profumo deve accettare il fatto che ogni creazione si esprime secondo le proprie caratteristiche. E goderne, qualora piaccia, per la sua naturale predisposizione, e non per quello che vorremmo fosse.

L’ARMONIA OLFATTIVA

Nonostante la classificazione degli stadi olfattivi, quando indossiamo un profumo non percepiamo la sua evoluzione in maniera netta. Le note profumate infatti si rincorrono l’una con l’altra per dare un’armonia olfattiva naturale alla fragranza. Un equilibrio delicato, creato grazie alla giusta dose di ogni evento. Un gioco delle parti basato sull’equilibrio di elementi naturali che sfociano in un’inedita sfaccettatura olfattiva. Ed è proprio questo il bello della profumeria artistica. Il poter contare su creazioni e interpretazioni sempre inedite, da provare e riprovare.